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I fondamenti della pratica dello Yoga

Molta gente, quando sente parlare di Yoga, immagina uomini che fanno delle strane contorsioni: la testa in mezzo alle gambe fino a sembrare di avere solo il busto, oppure una gamba dietro alla schiena col tallone girato attorno al collo a dare l’idea di essere un invertebrato……Ma sebbene le varie posizioni suggerite dalla pratica Hatha Yoga costituiscano una parte dell’allenamento, non si può certo far corrispondere queste alla totalità dello Yoga.

Nel nostro Centro non seguiamo nessuna pratica “speciale”, facciamo cose assolutamente normali. E’ fare le cose normali in modo completo e globale la cosa veramente difficile! Se così non fosse, allora lo Yoga sarebbe ridotto a delle acrobazie da circo. Dispiace constatarlo, ma non si può negare che quelle strane posizioni, che pure sono solo un esempio per dimostrare quanto elastico può diventare un corpo se ben allenato, abbiano in verità contribuito in gran parte a nutrire malintesi in tutto il mondo nei confronti dello Yoga. Ma lo Yoga, in un certo senso, c’entra poco o niente con quegli esercizi, e anzi possiamo dire che quella non è proprio una pratica Yoga.

Il vero scopo dello Yoga è quello di migliorare e rafforzare le qualità fondamentali del corpo e del cuore, e cioè la naturalezza con la quale tendono a mantenere un equilibrio costante tra la consapevolezza che guida l’uomo e la gioia più profonda dell’esperienza spirituale. Lo Yoga, lo ripetiamo, è un’esperienza di pratica diretta in cui l’allenamento fisico mira a purificare il cuore, ad acquisire e migliorare la padronanza di se stessi e a nobilitare la propria anima. In questo senso l’allenamento del corpo costituisce solo un mezzo per compiere questa esperienza. La differenza fra Yoga e non-Yoga si può cogliere soltanto guardando l’atteggiamento del cuore di chi sta praticando.

L’ascolto di se stessi in modo obiettivo e l’osservazione delle cose così come sono senza pregiudizio (Meiso) costituisce la pratica fondamentale dello Yoga, ma per giungervi è necessario passare attraverso vari stadi di allenamento e di preparazione. Questi però non sono come lezioni di un corso di lingua: prima lezione, seconda lezione, e così via fino all’apprendimento finale. Tutte le volte che si pratica, in tutti i momenti, quegli stadi sono necessari; non può mancarne nemmeno uno, né uno stadio può essere considerato più importante di un altro. E’ pur vero che si può cominciare l’allenamento dai primi stadi,  ma da quello stesso momento lo studio deve considerare contemporaneamente lo sviluppo di tutti i suoi stadi.

Gli otto stadi di sviluppo con cui lo studio dello Yoga è stato strutturato e spiegato nei documenti della tradizione Samkhya, hanno costituito i fondamenti su cui si sono basati, in seguito, la maggior parte delle scuole Yoga.

Ciononostante, i modi con cui si propone lo Yoga ai nostri giorni lo fanno apparire piuttosto come fosse una ginnastica, si presentano spesso privi della parte riguardante l’allenamento di Meiso sopracitato e non fanno accenno alla pratica del servizio incondizionato, allenamento che costituisce invece lo scopo fondamentale della pratica per la realizzazione di una vera condizione umana. Occorre fare molta attenzione nel parlare di Yoga. Si può affermare che il vero Yoga, al giorno d’oggi, non sia affatto diffuso. Infatti, lo Yoga che dimentica il proposito finale del suo allenamento, lo studio cioè che manca di creare e incorporare un atteggiamento religioso e di praticare servizio di amore, non può essere considerato Yoga.

Ci sono tanti cosiddetti “metodi per il benessere” che causano spesso, al contrario, blocchi e distorsioni che portano l’essere umano, invece che a un atteggiamento di equilibrio, verso l’egoismo e l’arroganza. E così anche il cosiddetto Yoga può essere ingannevole per il cuore e il corpo dell’uomo. Se desideriamo vivere in armonia con la legge della Natura dobbiamo raggiungere una condizione di benessere e allo stesso tempo una condizione di felicità. Non possiamo pensare di ottenere un equilibrio fisico-psichico-spirituale se dimentichiamo il cuore, né possiamo pensare di affrontare i problemi se manteniamo un pensiero fissato: non sono pochi quelli che, facendo in questo modo, finiscono per dimenticare una parte di se stessi e si dissociano. Se si vuole diventare sani si deve riuscire a scoprire la vera natura del proprio star bene, e la strada per ottenerla, senza mai rimanere attaccati a questo o a quel metodo.

Il vero Yoga si oppone a ogni distorsione che nasce dalla parzialità e dall’attaccamento. Mantenere sempre una visione globale e un atteggiamento di non attaccamento: questa è la condizione in cui ci sentiamo sempre liberi, questo è Yoga.

Un consiglio per tutti è che ognuno ricerchi sempre la verità da se stesso, evitando di credere supinamente a qualunque cosa e senza rifiutare a priori. Il cuore e il corpo dell’uomo hanno in se stessi la capacità di riacquistare e mantener l’equilibrio in modo naturale: questo dovrebbe costituire il fondamento e il principio alla base di qualsiasi metodo correttivo globale, di qualsiasi studio o ricerca, di ogni azione di protezione dell’essere umano. L’origine del proliferare, in diversi campi, di molte mode sta nel concetto di distorsione che avviene perché lo sviluppo delle stesse si basa sulla parzialità .

La strada dello Yoga è la più ampia, la sua globalità comprende tutti gli altri metodi, non genera distorsioni o forzature, niente di ciò che propone è impossibile da realizzare, niente si presenta inadeguato per il corpo e il cuore delle persone. Lo Yoga fa emergere e sviluppare la forza vitale e le capacità di ognuno fino a dove egli vorrà svilupparla e inoltre, grazie alla sua natura così flessibile, non può nuocere a nessuno che si impegni nella sua pratica.

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