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I dieci Stadi secondo il Maestro Masahiro Oki

Il fondatore dell’Oki Do Yoga, il Maestro Masahiro Oki, era consapevole del fatto che lo yoga nel mondo è conosciuto e praticato sullo studio di otto livelli:

  1. Yama, le regole morali universali e la pratica di una disciplina religiosa
  2. Niyama, le regole morali universali e la pratica di una disciplina religiosa
  3. Asana, la ricerca della postura e del movimento corretti
  4. Pranayama, il modo corretto di respirare e di alimentarsi
  5. Pratyahara, lo sviluppo della padronanza sui propri sensi
  6. Dharana, la pratica della concentrazione
  7. Dhyana, lo sviluppo della condizione distaccata del corpo e della mente
  8. Samadhi, la pratica della preghiera e della fede, la riunificazione e la fusione con gli altri, l’essere uno con tutto

Il maestro Oki, con la sua esperienza di vita e la sua instancabile ricerca, ha rivisto gli otto stadi ed il suo continuo confronto e studio lo ha portato a formulare il “suo yoga” su dieci stadi.
Egli stesso ha affermato che era a conoscenza delle settantadue porte di accesso allo yoga e che sette sono le porte principali:

  1. Jinyana yoga, il cui scopo centrale è lo sviluppo della ragione;
  2. Bhakti yoga, la via della fede e della sacralizzazione della propria anima;
  3. Raja yoga, il controllo della mente attraverso il proprio cuore;
  4. Hatha yoga, la disciplina del controllo fisico e mentale;
  5. Kriya yoga, la via della purificazione del corpo, del cuore e della propria vita quotidiana;
  6. Mantra yoga, lo yoga del canto e della preghiera;
  7. Karma yoga, la via del servizio incondizionato verso gli altri

Le settantadue porte qui riassunte in sette gruppi rappresentano dei metodi diversi di pratica, non scuole o sette religiose; le differenze fra loro stanno in un maggiore accento posto su un carattere o l’altro della pratica.
Non si puo’ separare in modo netto, per esempio, lo stadio di Asana da quello di Pranayama: il praticante di yoga, seguendo il suo desiderio di evoluzione, dovrà scegliere inizialmente la porta più adatta a sè per poi accedere gradualmente alle altre porte. solo perseguendo una pratica che abbia la caratteristica della globalità possiamo realmente realizzare noi stessi come esseri umani e raggiungere la condizione in cui noi stessi siamo Buddha. Questo è l’insegnamento dello yoga. Per questo nessuno puo’ dire quale pratica di allenamento sia migliore di un’altra.

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