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I dieci stadi dell’Oki Do Yoga

I dieci stadi dell’Oki Do Yoga costituiscono il percorso dell’essere umano per il raggiungimento del Satori, quello della più ampia e profonda conoscenza e della propria evoluzione. Non solo una scala di valori, ma rappresentano la necessità di rendere lo studio più facile da spiegare e da comprendere. Nella pratica questi dieci stadi non sono che una cosa sola.

Yama-niyama (Seishin Shuyo)
è il primo stadio del percorso dei dieci stadi secondo l’Oki Do Yoga. Pratica di autoregolamentazione, regole e principi morali che danno indicazione su cio’ che deve e non deve essere fatto. Insieme costituiscono una guida all’ottenimento della condizione del cuore con il quale è necessario accostarsi ad ogni esperienza della vita e allo studio di qualsiasi insegnamento.

Asana (Dozen)
è l’attitudine posturale, la ricerca della condizione della stabilità fisica, nella statica e nella dinamica, ottenuta attraverso pratiche di purificazione, correzione e rafforzamento del corpo. Sebbene asana riguardi lo studio del corpo, il proposito finale della sua pratica è in realtà quello di ragiungere la stabilità dello stato d’animo. La sua pratica non puo’ essere scissa da quella di pranayama.

Pranayama (Seiki Katsu Yo)
è il principio di equilibrio dinamico, è il percorso d’allenamento per il controllo consapevole del corpo e della mente attraverso la respirazione e l’alimentazione. è il modo corretto di nutrirsi dell’energia dell’universo e la pratica per la sua valorizzazione.

Pratyahara (Seikan Jiritsu)
è la pratica per raggiungere la padronanza di se stessi e per ottenere una visione delle cose obiettiva e distaccata. è l’acquisizione di una coscienza indipendente attraverso il controllo dei sensi e delle emozioni; il riequilibrio del pensiero, ottenuto grazie a una visione della realtà opposta a quella a cui si èattaccati o abituati.

Dharana (Toitsu)
è la concentrazione, ottenuta attraverso l’unione, la fusione armonica dell’energia fisica e del pensiero; è la riunificazione di tutte le capcità vitali e la loro focalizzazione verso un oggetto o la realizzazione del proprio proposito.

Dhyana (Zen Jo)
è lo stato assolutamente naturale, quello del superameto di ogni attaccamento, in cui la stabilità del cuore e del corpo è assoluta. La mancanza di qualsiasi attaccamento fisico. Atraverso la sua pratica l’essere umano acquista una sensibilità corretta: tutto quel che sente è cio’ che è giusto sentire.

Bhakti (Shin Jin)
è la fede incondizionata nella vita e nella sua essenza divina; consente di accettare tutto senza calcolo, con assoluta devozione e profondo ringraziamento. è la condizione in cui il pensiero si esprime libero e con tutta la sua positività.

Samadhi (Zanmai)
è lo stadio in cui la dimensione individuale si fonde profondamente con tutto cio’ che esiste; grazie alla sua pratica si è capaci di riunificare se stessi con gli altri, di cooperare e diventare una sola cosa con gli altri.

Buddhi (Bussho Keihatsu)
è lo sviluppo dell’anima originale e più pura dell’essere umano (Buddha, Cristo, ecc.), La sua evoluazione spirituale, la condizione in cui egli avverte la presenza di dio in ogni cosa e per cui è capace di valorizzare tutto e tutti, creando armonia e prosperità.

Prasad (Kanki Hoetsu)
è il massimo stadio di evoluzione della natura umana, quello della più completa armonia e risonanza con la vita, in cui si sperimenta la gioia più profonda dell’essere uno con l’universo e con dio. è la condizione ideale, quella che tutti gli esseri umani dovrebbero proporsi di raggiungere.

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